
Sempre a farlo lavorare.
Abbiamo perso il contatto con il Trickster interiore.
Abbiamo perso le iniziazioni.
Abbiamo perso i trasportatori di esperienza, i Cristofori dell’anima.
Turpi figure incomprensibili, distruttive, folli, i bricconi divini li abbiamo rinchiusi dove non possono turbarci.
In un sistema perverso però ci si salva anche con sotterfugi, scappando aggrappati al vello dei montoni, a guisa di odisseo.
Il Trickster è colui che mette in moto cambiamenti imprevedibili nelle nostre storie.
È generato da parti anomale, da grumi di sangue, da cose non volute, disprezzate.
È guardiano delle porte e dei recinti domestici.
Un ripugnante angelo del focolare.
Non gli importa che il male sia commesso ma porta all’esperienza del conflitto e al distinguo tra bene e male.
