
Confesso a te Friedrich Salomon Perls il mio tradimento.
Ogni volta che mi professo sanitario e permetto a schemi del mondo medico, del mondo degli affari , a modelli pedagogici , alle distinzioni tra studente e insegnante, malato e guaritore di far fallire la psicoterapia della Gestalt.
Ogni volta che non confliggo per attaccamento ad una immagine o per paura di perdere un ruolo sociale.
Ogni volta che mi faccio scoraggiare o giustificare da un trauma per mancanza di coraggio nel recuperare le parti perdute della mia personalità e la mia presenza in ogni esperienza.
Ogni qualvolta che non ho la pazienza di cercare il continuum di consapevolezza per seguire e imporre l’assertività dell’Ego.
Ogni volta che mi son fatto sedurre dalla sfrontata mente per carpire informazioni e mettere barriere tra me e le altre persone anestetizzando il mio corpo e le mie emozioni con stereotipi, pregiudizi e previsioni catastrofiche.
Quando preferisco la certezza della sofferenza al rischio dell’ignoto.
Ogni volta che blocco esperienza e percezione perché perso nella mia mente.
Quando mi osservo e non penso che il novanta per cento di tutto ciò che succede è proiezione.
Ma credo in questo:
alla Gestalt emergente, al nascente che svela che tu stesso hai creato i tuoi problemi e che tu stesso puoi uscirne.
Al procurarti un luogo dove scoprire la relazione con te stesso e l’altro.
Al Lasciar essere e lasciarti essere.
All’ Esser con te.
All’ Amore e non al sostegno.
Al prendermi piena responsabilità per me ma alcuna responsabilità di te.
