
Dallo Psicologo vai quando gattini, yoga e spritz non ti funzionano più.
A te serve uno che stia dalla tua parte quando tutti ti credono pazzo perché stai cambiando la tua vita!
Dove è il problema?
“Entro breve tempo i libri saranno obsoleti nelle scuole” T.Edison 1913
Ogni tot anni l’avvento di nuove tecnologie minaccia il cambiamento radicale delle relazioni, dell’apprendimento e delle possibilità di successo con promesse di miglioramento e di progresso.
Lungi da me il giudicare la tecnologia con cui ho piacevolmente a che fare e che in parte mi facilità il lavoro in questo periodo.
La domanda è un altra.
Abbiamo mai pensato ai viaggi ininterrotti che si fa il nostro cervello?
Eh si il cervello impara sempre, non può non imparare.
È un po’ come il detto ormai risaputo che non possiamo non comunicare.
Quindi cosa stiamo imparando in questo periodo?
Che uso facciamo del nostro cervello?
A quali modifiche stiamo assistendo?

Se potessimo filmare le nostre sinapsi in questo momento riusciremmo ad accorgerci di che tipo di tracce stiamo lasciando?
Come stiamo percependo, pensando, sperimentando, sentendo e agendo?
Eh si perché la qualità di queste azioni lascia tracce ben visibili nel nostro cervello.
Da un punto di vista neuroevolutivo e biologico ci stiamo evolvendo?

La nostra identità personale si sta allenando alla relazione , quale è la nostra prospettiva di movimento e cosa stiamo facendo della nostra vita?
Fate un piccolo gioco voi grandicelli!
Quanti numeri di telefono dei vostri amici ricordate?
Quanti appunti o semplicemente quanto tempo dedicate a scrivere? Cinque minuti di riflessioni su un foglio ci arriviamo?
Quanto riesci a concentrarti su una cosa alla volta?
Io alcune volte mi rendo conto che la mia capacità di pensare, memorizzare o soltanto riflettere ha subito un drastico calo.
Credo che sia in parte colpa del digitale ma non per tutti quei motivi per cui viene caprizzato espiatoriamente.
Se guardo alle mie relazioni terapeutiche e non, credo che tutte quelle che hanno funzionato di più avevano un ingrediente in più:
Erano personali.
Quanto personalmente mi rivolgo ad un altro?
Posso farlo sui Social?
Forse si ma non completamente.
E allora la diffusione della propria identità e della “ nostra” responsabilità , lo stereotipato linguaggio che “ usiamo” ci porta a scomparire.
Questo scarso rendimento mentale e questo assottigliarsi delle relazioni ci porta scalino dopo scalino al solaio delle paure.
In effetti meglio sentirsi collettivamente eccentrici che poveri pazzi.
Il processo di individuazione psicologica è un processo profondo , di competenze che si acquisiscono, rapido nell’apprendimento ma fine e elaborato nel lungo periodo.
Ed è un processo che ha delle pause, nasce dal silenzio, dalla propria natura di esploratori artigiani e sperimentatori.
È la musica di un pianoforte: semplice, netta ma che nasconde dentro un abisso di complessità.
Ecco perché non ti serve uno psicologo che ti tolga dai tuoi sensi di colpa e ti tiri fuori dai guai ma di una persona che ti addestri al viaggio della psicoterapia.













Devi effettuare l'accesso per postare un commento.