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La costituzione è democratica come la cura della propria salute mentale in quanto legittima l’ascolto di tutte le parti.

Ogni cittadino ha il diritto di abitare la propria città, di essere libero di esprimersi, di muoversi eticamente e di esprimere il proprio disagio.

Lo stato avrebbe il dovere di “pensare” politiche e azioni dedicate alla salvaguardia di ogni aspetto della salute di ogni individuo, di ogni età, in accordo e di pari passo con il momento storico favorire percorsi di ripresa economica sociale psicologica e sanitaria.

Invece sentiamo il rantolo di uno stato moribondo con istituzioni vecchie e fiacche che arrancano e che si fanno attendere da una parte della popolazione implume che ha già iniziato il suo cammino con un passo che sembra essere a questo punto molto più ardito e spedito.

Come si crea un clima psicologico in una nazione?

Oggi vi parlo di 2 robe un po’ difficili da capire e in modo un po’ arrogante:

La narrativa ad opera di noi psicologi della presa in carico della salute mentale a favore degli operatori sanitari e dell’intera popolazione è quantomeno perversa.

Cioè “pensare” “ immaginare” che questo sia il modo sano di impostare un piano terapeutico di massa è folle.

Perché?

1) una psicoterapia va scelta e non può diventare una prestazione obbligata per giustificare uno stipendio.

2) Sfruttare la necessità facendola passare per opportunità o peggio per pratica di salvezza vuol dire imporre una terapia.

3) Senza una prevenzione e una preparazione al lavoro su di sè e sulla consapevolezza del proprio stato di salute mentale stiamo assistendo ad una catastrofe professionale e umana tra suppliche a Speranza da parte di chi cerca di fornire un servizio essenziale che dovrebbe già esistere e una reazione tra lo stupore e il coma di chi si sta rendendo conto di aver bisogno di un sostegno psicologico e non sa come “accoglierlo” continuando ad avvelenarsi con pizza fatta in casa, infortuni e lussazioni varie tra Zumba e yoga.

4) Siamo arrivati alla medicalizzazione dell’anima.

Cominciamo a discutere veramente a pensare bene e non reagire a ciò che ci succede come animali feriti.

Il potere spirituale.

Abbiamo bisogno di depotenziare i pensieri inutili che ci legano ad un IO ormai morto.

Dobbiamo vedere quali sono le emozioni anestetizzate che ci impediscono il cambiamento.

Dobbiamo vivificare il relax e l’eros per poter uscire dal contenimento di un IO da rinnovare che così spietato può chiuderci in una prigione.

Non esiste una relazione con l’altro ,noi siamo esseri relazionali in quanto siamo già relazione in sè.

Rimettiamo in circolo l’energia e ravviviamo i nostri pensieri solo cosi usciremo dalla pigrizia della disperazione che è solo un sintomo di qualcosa che dobbiamo liberare in noi stessi.

Non esiste materia ma solo energia.

La costituzione dell’anima.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Lo Psicoterapeuta ha un dovere costituzionale di solidarietà sociale.

Esiste un elemento comune tra Costituzione Italiana e Psicoterapia :

” Ascoltare tutte le parti”.

In effetti le nostre frammentazioni dell’IO sono come un popolo e hanno diritto a vivere unite integrate democraticamente.

Sviluppare la personalità significa vedere la persona come un essere umano e non come una macchina che produce reddito.

Vedere la persona in ogni sua parte significa rilevare e colmare le mancanze.

Significa anche promuovere le capacità,le risorse nel campo lavorativo, in quello sociale ,di comunità e spirituale nell’ascolto del proprio cuore in un’ottica di fratellanza.

I 3 elementi fondanti “Economia-Politica-Sociale” possono formare una triade criminale che perverte manipolando attraverso potentati,soprusi e passioni tristi oppure diventare un simbolo,un dogma benefico legato alla natura divina del lavoro che nobilita, alla condivisione di sapere e cultura e alla formazione di buone menti.

Il loculo psicologico

Un grande uomo è tale solo nella misura in cui resiste al chiudersi in sè stesso.

Ferite, umiliazioni , sconfitte possono aprire due porte:

⚰️ la prima è quella del loculo psicologico.

Ci rintaniamo sempre più dentro noi stessi.

Un angusto spazio che non permette più di pensare ,ragionare, emozionarsi, agire.

Riusciamo solo a reagire come fiere ferite e moribonde.

🚪 🏔 la seconda è la porta sacra della montagna, un alpinismo psicologico che trascende la nostra piccolezza.

Ascendiamo come in una scalata che non finisce mai.

Con un impeto e una passione che son benzina per un “ alto” desiderio di verticalità che è quello di cercare spazi vitali sempre maggiori, sempre più ampi che diano respiro e forza.

Non affidarsi a grandi desideri o non puntare a fare grandi cose non è umiltà ma solo mediocrità.

Affidarsi è trascendere la propria piccolezza per costruire alla maniera di Noè una barca sulla montagna.

Essere grandi è affidarsi ad un desiderio illogico o inattuale, ridicolo agli occhi degli altri ma che fa parte di un proprio progetto di eccellenza.

Rispetto.

Evergreen 🌲

Ottenere il rispetto a lavoro:

1) Se lo pretendi è perché non te lo sei guadagnato con risultati misurabili.

2) Non cedere di un millimetro alle lusinghe e non mortificarti di fronte alle umiliazioni.

3) Attento all’ipnosi narcisistica maligna di chi perverte la realtà facendo passare la follia per accortezza e l’accortezza per follia.

4) l’approssimazione potrebbe costarti la vita. ( fai una cosa per volta al tuo meglio possibile in quel dato momento in cui la stai facendo).

5) Evita il più possibile i “capannelli“ delle dicerie e rumors..solo così rimarrai padrone di te stesso.

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