A breve uscirà l’atteso ma non voluto libro di Snowden ” Errore di sistema”.
“Penso che soffermarsi” di per se potrebbe bastare ad apprezzare la portata eccezionale di un libro nel mondo ma non del mondo, in questo caso parliamo del mondo digitale.
Non abbiamo ancora un follow-up dei danni da malfunzionamento o mal-utilizzo di questa velocissima digitalizzazione.
Le scienze umane sono lente.
Pachidermiche.
Ma io penso che alcune volte la verità di una gara di lucidità possa essere decisa non solamente dal talento dell’animale ma dal materiale e dal campo su cui si gioca.
Lo spazio di pensiero necessita di un luogo fisico dove poter aver a disposizione una non – connettività.
Quando parlo messianicamente di Snowden mi riferisco al fatto che lui possa parlare in modo abbastanza distaccato di qualcosa in cui è immerso.
È l’anguilla che non si sporca bagnandosi nel fango.
Ti rivela i tuoi punti ciechi.
Il tuo punto debole.
Cioè ti richiama alla costellazione delle tue info di vita.
Chi sei?
Cosa fai?
Cosa pensi?
Chi ami e da chi sai essere amato?
Cosa desideri?
Cosa temi?
Cosa ti eccita?
E tutto questo lo stai offrendo completamente gratis.
Non dico di venderlo sarebbe ancora più diabolico.
Stai regalando perle ai porci.
La non consapevolezza nella brutale condivisione ci allontana da noi stessi e condanna noi e chi ci segue o chi esponiamo ad una vita sociale senza possibilità di errori.
Abbiamo talmente informazioni a disposizione che la performance di sbagliare nel migliore modo possibile è allettante.
Ma non è una esperienza veramente dolorosa.
È un disturbo dissociativo che porta al non senso, alla disperazione.
È una distrazione continua la fuoriuscita del proprio ragionamento o dirigere la propria attenzione su chunk di dati.
Guardare, commentare, suggestionarsi per una immagine è un lavoro mentale usurante.
La rete raccoglie dati e ha una memoria perpetua.
E non si stanca mai.
Noi abbiamo estremamente bisogno di periodi di latenza.
Consegniamo le chiavi di accesso ai nostri comportamenti attraverso la cronistoria di ciò che pensiamo , abbiamo fatto e desideriamo.
Stiamo seguendo una evoluzione che non è quella dell Homo Sapiens.
Ci iscriviamo in palestra perché non ci spostiamo più a piedi da una parte all’altra dei nostri luoghi.
Facciamo maratone per colmare la nostra mancata evoluzione di cacciatori/ raccoglitori.
Siamo diventati animali da reddito.
In due modi :
Lavorando senza alcun senso.
Fornendo informazioni continue su di noi.
La soluzione è sempre la stessa ma quasi del tutto impraticabile..
Uscire dal sistema.
Ma un sistema è lo sviluppo della comunità attorno.
Un sistema perverso è composto da membri perversi.
Non ci sono vittime.
Ma un ciclo interno di carnefice- vittima.
Vogliamo giocare la nostra vita con una sola partita. O vincitore o perdente ma senza alcun legame di dipendenza emotivo.
Ci leghiamo a sostanze soldi sesso perché altrimenti dovremmo legarci ad un altro essere umano.
Sarebbe troppo doloroso.
Ci anestetizziamo.
E invece..
Auspichiamo ad essere ancora dipendenti uno dall’altra.
L’ultimo rivolo di umanità scorre persino tra le parole d’odio scambiate per ribadire la propria esistenza terrena.
Poi ci sarà il nulla.
Solo acquisizione di dati e concessione di desideri.
Automaticamente.
Senza Errori.
I nostri punti deboli sono l’unica nostra ancora di salvezza.
Il punto cieco è ciò che richiama la nostra attenzione ovvero la presenza dell’assenza perché da senso a tutto ciò che già vediamo.
L’insegnamento sarà cogliere il debito che abbiamo contratto e spendere una vita a ripagarlo.
Svuotare il proprio conto per rendersi conto che esiste qualcos’altro che conta.

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